La cricca. Perché la Repubblica italiana è fondata sul conflitto di interessi

Redazione
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La Cricca. Perché la Repubblica italiana è fondata sul conflitto di interessi è un libro di Sergio Rizzo, pubblicato da Rizzoli a Maggio 2010. Dopo il grande successo de La Casta – Così i politici italiani sono diventati intoccabili, che con oltre un milione di copie vendute e ben 22 edizioni è stato uno dei libri più venduti in Italia nel 2007, il giornalista del Corriere della Sera ci riprova. E tutto ci lascia intendere che sia pronto a bissare il successo.

Troppi gli scandali che coinvolgono la vita politica italiana: lo scandalo della Protezione Civile e degli appalti truccati per il G8 alla Maddalena, i mondiali di nuoto di Roma 2009, la ricostruzione del terremoto dell’Aquila. La Cricca va in profondità, raccontandoci con la precisione, il dettaglio e l’accuratezza della cronaca di Sergio Rizzo, il sistema di potere che ha permesso a due spregiudicati faccendieri ed imprenditori romani, Diego Anemone e Angelo Balducci, di realizzare opere d’urgenza decretate dalla Protezione Civile, in barba ad autorizzazioni e leggi, con ricavi milionari, garantiti dall’impunità e da appalti truccati e artatamente gonfiati. Una lobby spregiudicata che ha sfruttato un sistema corrotto e corruttibile, su cui Sergio Rizzo prova a gettare la luce dell’inchiesta giornalistica: “…Un vero e proprio corpo separato. Una specie di Protezione civile deviata che dipendeva, sì, da Guido Bertolaso, ma operava con regole proprie: in campi che con la Protezione civile vera e propria non c’entrano un fico secco. E per capire come funzionava la Cricca, così è stato battezzato il gruppo di affaristi che gestiva quegli appalti pubblici in un micidiale coacervo di conflitti d’interesse, non si può che partire da qui.”

Centotredici parlamentari con doppi, tripli e quadrupli incarichi, un politico alla presidenza di una banca che finanzia i suoi amici, funzionari pubblici e imprenditori con mogli e figli soci in affari, l’assessore alla sanità che vende apparecchiature mediche agli ospedali, il capo di una compagnia statale che diventa presidente della società privata di cui è cliente, avvocati di destra e di sinistra che litigano in tribunale ma poi in parlamento fanno le leggi insieme, il figlio del ministro che apre una ditta nel settore controllato dal ministero di papà… Un'inchiesta senza peli sulla lingua nel paese dove il confine fra l'interesse di tutti e gli affari di pochi ormai non esiste più.

Lo scandalo che ha coinvolto i vertici della Protezione civile ha acceso i riflettori su un gruppo di affaristi, imprenditori, magistrati, funzionari e familiari di una compagnia male assortita, che gestiva appalti pubblici in un micidiale coacervo di conflitti d’interesse. Un intreccio sfrontato, portato avanti con la consapevolezza dell’impunità. Perché in Italia, quando si nomina il conflitto d’interessi il pensiero corre subito a Silvio Berlusconi, al suo strapotere televisivo, alle leggi ad personam, ma il Cavaliere è solo l’ultimo erede di un sistema consolidato, che comprende tutti: politici, professionisti, manager, sportivi, giornalisti. I casi si sprecano: magistrati che si arricchiscono con gli arbitrati, rettori universitari che amministrano gli atenei come beni di famiglia, imprenditori finanziati da banche di cui sono azionisti, società di brokeraggio presiedute dai loro clienti, medici che diventano strumento per aumentare i profitti delle case farmaceutiche, deputati e senatori che piegano con destrezza le leggi ai loro disegni. Per farsi la pensione d’oro, sistemare una fabbrica, assumere qualche amico, basta un provvedimento ad hoc… Nella giungla di enti, ministeri, aziende statali e parastatali e ordini professionali si annida una classe dirigente abituata a usare il Paese per fare gli affari propri.

 

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Autore: Sergio Rizzo

Casa editrice: Rizzoli

Anno: 2010

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Pagine: 252

 

 



 

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