Gli ultimi giorni di Gaeta è un libro di Gigi di Fiore pubblicato da Rizzoli a Settembre 2010.
La caduta di Gaeta, nel febbraio 1861, è uno dei simboli dell’unità d’Italia. Di Fiore racconta – senza fare sconti – l’assedio brutale che fu l’ultima battaglia di due eserciti italiani in guerra fra loro.
“Era una mattina grigia, quella del 14 febbraio 1861 a Gaeta... Francesco II era cosciente di essere arrivato al capolinea della sua esperienza sul trono ereditato dal padre Ferdinando II solo 21 mesi prima. Si rendeva conto, in quei lunghi istanti in cui anche il tempo sembrava fermarsi con rispetto dinanzi al suo destino, che tutto era finito e che si accingeva a vivere le ultime ore da sovrano della Due Sicilie.”
La sera del 6 settembre 1860, all’avvicinarsi delle truppe garibaldine, il re Francesco II lascia Napoli con la sua corte e si stabilisce nella roccaforte di Gaeta, facendone la sua capitale. Dopo l’incontro di Teano tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II, manca solo la capitolazione ufficiale del sovrano Borbone per completare l’annessione del Sud a quello che sta per diventare il regno d’Italia. Così il 5 novembre le truppe piemontesi, guidate dal generale Cialdini, stringono d’assedio la città. È una guerra brutale e non dichiarata per annullare uno Stato di antica tradizione, che porta alla morte di migliaia di militari e civili a causa delle cannonate e dell’epidemia di tifo scoppiata per le precarie condizioni igieniche. Gigi Di Fiore ricostruisce la vicenda – sulla base di documenti e testimonianze inedite, fino alla partenza del re e della regina per l’esilio – e mette in risalto le contraddizioni (e le sopraffazioni) su cui si fonda la nostra unità nazionale.
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