Non esiste saggezza è un romanzo di Gianrico Carofiglio, pubblicato da Rizzoli nel 2010. Il romanzo del celebre scrittore barese, famoso per la serie di libri dell’Avvocato Guido Guerrieri (di cui l’ultimo successo è Le perfezioni provvisorie), è in realtà concepito come una raccolta di racconti ispirati dal tema dell’incontro.
Ambientato nella Murgia, Non esiste saggezza ci offre uno spaccato di momenti di vita quotidiana: incontri in cui emergono figure di donne nei luoghi della realtà di tutti i giorni.
Luoghi di transito, in cui queste figure di donne passano, e Gianrico Carofiglio ne osserva i comportamenti, ne racconta sentimenti ed emozioni, portando i lettori ad incentrare la propria attenzione e la propria empatia su di esse. Donne che passano e sfuggono, e uomini che inseguono il passaggio di queste donne. Colpisce la capacità di Carofiglio di farci immergere nella vita dei suoi personaggi, di trasportarci nel quotidiano delle loro esistenze, facendo tuttavia percepire al lettore che questi momenti sono distanti: un universo che ci riguarda perché del tutto paragonabile alla vita quotidiana, ma che al tempo stesso ci sembra lontano, forse perché illuminato dalla lente di ingrandimento della narrazione. Estremamente rappresentativa la creazione e la descrizione degli ambienti: è una caratteristica dello stile di Carofiglio, quella di sapere immergere il lettore nel quadro da lui raccontato, e di renderlo del tutto partecipe degli stati d’animo dei suoi personaggi. Non esiste saggezza, il cui titolo è ispirato ai versi di una poesia di Anna Achmatova, è quindi un libro da leggere d’un fiato, per cogliere le emozioni della quotidianità.
I racconti di Non esiste saggezza provengono dai luoghi della realtà quotidiana: sono volti che emergono dalla folla dei viaggiatori, in zone neutrali di transito. Soprattutto, figure di donne: con esse, la voce del narratore è partecipe, solidale, protettiva, come a voler condividere il peso di un segreto in varie forme doloroso, a volerle affrancare da un destino ostile. Appaiono improvvisamente: a un casello autostradale, la bambina solitaria chiede a un automobilista ignaro di accompagnarla verso il mistero. L'attesa notturna in un aeroporto è colmata dai versi di una poetessa russa, dalla sosta sfuggente di una sconosciuta. E, improvvisamente, queste donne scompaiono: dall'ambulatorio di una missione umanitaria, ultimo posto in cui sono state viste una dottoressa volontaria e la ragazza colombiana sua compagna, nella rischiosa sfida a ingiustizie e prevaricazioni. I personaggi maschili si trovano a cercare, a inseguire: un'impressione, un sospetto, una curiosità che li spinge oltre i limiti del prevedibile, talvolta del lecito. E la raccolta si completa con un vero e proprio romanzo di formazione in miniatura, ambientato negli spazi metafisici della Murgia. “Le cose non esistono se non abbiamo le parole per chiamarle.”
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